PUBBLICATO SUL NUMERO DI OTTOBRE DEL MENSILE IL NUOVO SERRASANTA
LA COLPA NON E’ SOLO NOSTRA
Marco era un ragazzo tranquillo, aveva il suo gruppo di amici, la sua fidanzata, giocava a calcio in una squadra del paese, frequentava la scuola con discreti risultati.
Poi un giorno in discoteca conobbe una persona che era un poco di buono, diventarono amici, iniziò a fumare, a frequentare le amicizie sbagliate, a rubare i soldi in casa a gettarsi in imprese sempre più spericolate fino a entrare nel tunnel delle droga.
Ora Marco è giunto al capolinea, a un bivio che gli impone di scegliere: o di continuare nella sua autodistruzione che l’ha portato ad abbandonare la scuola ad essere abbandonato dagli amici e dalla ragazza e a litigare con i genitori, oppure a imboccare la strada della redenzione, cambiare vita perché è ancora possibile.
Questa è la storia di uno dei tanti ragazzi che frequentemente per “provare” qualcosa di nuovo stimolati dalla curiosità gettano la propria vita al vento.
Ma di chi è colpa se la maggior parte della nostra generazione casca prima o poi nella droga o anche in altre forme di “svago” che nuocciono irrimediabilmente alla propria salute?
Sicuramente non solo dei giovani ma di una società che non è più capace di trasmettere dei valori, un’educazione e delle regole da rispettare.
Alcuni celebri giornalisti e scrittori come Michele Brambilla (vice direttore de Il Giornale ) o Paola Mastrocola ( insegnante, collaboratrice de La Stampa e autrice di vari libri sulla scuola) hanno puntato il dito in primis contro la scuola che non è più capace di insegnare ai giovani regole e ordine e che ha ormai adottato un permissivismo diffuso in quasi tutto il sistema scolastico.
“Non è una questione di parti politiche, però - possiamo dirlo?- è cominciato tutto nel mitico Sessantotto: la distruzione dell’autorità, della figura del professore e di quella del padre (chiamato <amico>…), il sei politico, gli esami di gruppo, la cultura dei tutti diritti e nessun dovere. Ora stanno venendo al pettine i nodi di quella stagione”.
E’ il fallimento del modello 68, come dichiara Brambilla nello stralcio precedente.
La scuola è ridotta a un relitto, pochi sono gli insegnanti che si salvano dalla barca che va sempre più a picco.
Riforme, riformette e contro riforme non fanno altro che peggiorare la situazione già molto caotica.
Altra causa del degrado diffuso nel mondo giovanile sono i genitori che non si sanno imporre sui figli e che hanno disimparato a dire di no.
L’unico modo possibile per ricondurre i giovani dentro i binari della crescita e per educare intelligentemente le prossime generazioni, è adottare quel rigore che manca e di trasmettere i tanti decantati valori.
Certo, si obbietterà, i tempi sono cambiati, oggi c’è internet, il cellulare e altre abitudini che sono entrate a far parte ormai definitivamente nel mondo dei giovani ma l’educazione deve sempre essere insegnata come un dovere.
Dare del lei alle persone adulte, non rispondere ai genitori devono diventare per i ragazzi dei doveri e solo così questi ultimi capiranno che drogarsi oltre che sbagliato è anche stupido.
Allibisco quando leggo di giornalisti, scrittori e soprattutto politici che combattono per la legalizzazione della droga, mi chiedo che esempio diano a noi giovani, in poche parole ci invitano a assumere stupefacenti perché (a loro giudizio) non sono nocivi per la salute.
E’ proprio questo il dovere civico che manca e per cui mi batto, una strategia politically correctly condivisa da tutte le istituzioni, per una politica per i giovani e contro la droga.
Francesco Giubilei