giovedì, 27 dicembre 2007
 

COMUNICATO STAMPA


E-magazine Historica
Direttore: Francesco Giubilei
sito web: http://www.historicaweb.com
blog: http://www.caffestorico.splinder.com
e-mail: info@historicaweb.com


BASTOLA

(LA SIGNORA DEL FUOCO)

conceptsspIl romanzo breve Bastola (la signora del fuoco) è stato pubblicato nell'antologia “Concepts storia” della casa editrice Arpanet.

L'opera, scritta da Francesco Giubilei, narra la storia

della Bastola (una donna) misteriosa per le sue origini e per la sua vita, responsabile del tragico incendio che nel 1237 distrusse la città-castello di Gualdo. L’episodio sovvertì in modo deciso tutta la storia di quel territorio. A tutt’oggi è motivo di interesse e, a causa degli scarsi riferimenti storici, suscita curiosità e prolungate discussioni ed interpretazioni.

...è una libera e romantica rilettura dove i temi principali dell’epoca, come la stregoneria, il potere dei ducati ed anche l’amore trovano spazio.”


Il romanzo, frutto di un'accurata ricerca bibliografica (per la stesura sono state prese in considerazioni le opere del Bucari Battistelli, del Donati fino al Ponti), da una visione inedita del personaggio. ( "Nel racconto dell'incendio che distrusse la città, di Francesco sorprende, pur non vivendoci, la conoscenza di Gualdo Tadino, della sua storia e del territorio, il tutto proposto con una prosa affascinante e già matura." HTTP://APPENNINOSERVIZI.COM )


Nonostante il momento storico in cui si sviluppa la vicenda, la Bastola, si presenta moderna ed attuale, rivendicando assolutamente la sua dignità di donna.

IN TUTTE LE LIBRERIE


CONCEPTS STORIA




Francesco Giubilei è nato a Cesena il primo gennaio 1992.
Frequenta il liceo scientifico nella sua città.
Ama scrivere e leggere.
E' l'ideatore e il direttore dell'e-magazine Historica ( http://www.historicaweb.com/).
Cura il blog Caffè Storico Letterario ( http://caffestorico.splinder.com/).
E' autore di "Giovinezza partitura per mandolino e canto" con la Società editrice Il Ponte Vecchio. Con il racconto "La terza porta" ha ottenuto il primo premio ex aequo della sezione giovanissimi del Premio Internazionale di letteratura Titano 2007. E' autore di "Bastola signora del fuoco" romanzo breve inserito nell'antologia Concepts Storia.


BLOG PERSONALE: http://francescogiubilei.splinder.com/
E-MAIL: francescogiubi@libero.it


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mercoledì, 19 dicembre 2007

PRIMO ARTICOLO SU LA BASTOLA

Segnalo un mio articolo apparso sul blog di Milvia Comastri (http://rossiorizzonti.splinder.com) nella rubrica "Altre scrivanie".

Tale articolo è il primo che approfondisce la vicenda della Bastola recensendo il libro del letterato Bucari Battistelli pubblicato nel 1901.

http://rossiorizzonti.splinder.com/post/15188583/Francesco+Giubilei+in%3A+Altre+s

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sabato, 15 dicembre 2007

PRIMO PREMIO EX-AEQUO TITANO 2007

IN ESCLUSIVA ONLINE

DALL'ANTOLOGIA DEL CONCORSO LETTERARIO INTERNAZIONALE TITANO 2007:

LA TERZA PORTA

 

E’ un mistero comprendere perché il calcio eserciti sui bambini italiani una così profonda attrazione.

Al di là delle diverse estrazioni culturali, sociali, economiche l’aspirazione di tutti è prendere a calci appena possibile un pallone.

Gli scenari sono molteplici: cortili, oratori, strade, per i più fortunati veri campi di calcio, ma per tutti l’innata gioiosa passione.

Gli adulti poi, dato che non possono più praticare questo sport, ne fanno un argomento di culto.

I bar, gli ambienti di lavoro, diventano teatro di violente discussioni e valutazioni che spesso hanno ben poco a vedere con la semplicità di questo gioco.

La passione e l’ignoranza generano enormi malintesi.

Le figure più avvilenti tuttavia sono gli allenatori delle squadre giovanili.

Non tutti, ma una parte sì.

Personaggi per lo più non gratificati dall’attività lavorativa, riversano le proprie energie e le proprie aspirazioni nella presunta passione e vocazione di allenare squadre giovanili di calcio.

Le società si approfittano di questo tragico malinteso, per retribuirli poco o per niente e per realizzare i programmi.

Silvestro, a sua insaputa, entrò in questo meschino meccanismo.

Silvestro è un bel ragazzo, atletico, alto, intelligente.

La sua estrazione sociale lo fa apparire meglio o peggio di altri.

Dipende da come lo si osserva.

Figlio di una maestra elementare e di un venditore di generi alimentari in un piccolo paesino dell’Appennino Emiliano, con tutti i privilegi e i limiti che derivano da questa strozzatura culturale.

Gli obblighi della scuola imposti dalla famiglia, il buon comportamento, la furbizia consentita dalle origini e la passione per il calcio.

Le lezioni di musica solo un dovere.

Il calcio, ma il calcio!

A Silvestro piaceva proprio.

Con le ragazzine della sua scuola appariva un piccolo eroe.

Mai maleducato, non bisogna rovinare i rapporti, perché altrimenti nel negozio di papà non vanno a comprare.

Studente discreto, generoso (passava tutti i compiti di latino) e giocatore della squadra giovanile di calcio del paese.

Marinella gli voleva un gran bene, lui se ne approfittava ma non poteva fare a meno di lei.

Il problema maggiore è che era un terzino sinistro e quel coglione del suo allenatore lo voleva far giocare mezzala.

Che disgrazia.

Brutte figure, poca applicazione nella scuola, litigi con Marinella e suo padre che era un vecchio mediano, dimensione gladiatore, gli diceva che giocava male.

Solo il parroco, Don Romolo, salesiano dai modi antichi, tifosissimo dei canarini modenesi trovò la soluzione.

Don Romolo, col suo cuore preciso da ferroviere.

Perché mai un gioco che deve essere divertimento, generare armonia, nel fragile equilibrio adolescenziale se male interpretato porta tensione e malumore?

Silvestro, allora, capitano della squadra dell’oratorio, terzino sinistro, incaricato delle conclusioni a rete in una porta che non è quella del suo campionato.

La terza porta, dove magari non si fa mai gol ma si intravedono soluzioni migliori.

Da quando Silvestro negli spazio di tempo può giocare all’oratorio Marinella è contenta, suo padre dice che voleva un figlio proprio così, la professoressa di latino lo indica tra i suoi allievi migliori.

Don Romolo lo rimprovera a volte perché salta la messa.

Quando ritorna in Toscana, dove è nato suo padre, agli amici del borgo dice che la scuola va bene, che vuol fare l’università, ha una ragazza meravigliosa e fa dei gran gol.

Nella terza porta.

“O bischero” gli dice Adriano “a calcio si gioca solo con due porte”.

Silvestro, pensa a Don Romolo, alla felicità ritrovata e si lascia sfuggire un sorriso.

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